Metodi e Tecniche

Conclusosi il percorso di osservazione lo specialista sarà in grado di proporre alla persona, dopo un colloquio di restituzione rispetto ai risultati emersi dalle verifiche delle PAD, un progetto individualizzato che prevede la selezione dei metodi più adatti da utilizzare al fine di sostenere l’individuo nella sua globalità.

I Metodi propri della Pedagogia Clinica in aiuto alla persona sono:

  • Edumovement® – per lo sviluppo delle potenzialità organizzativo-motorie;
  • Writing Codex® – per la codifica scrittoria;
  • Prismograph® – per educare al segno grafico;
  • Educromo® – per il recupero della capacità di lettura;
  • EUcalculia® – per il potenziamento delle capacità logico-matematiche;
  • Ritmo-Fonico® – per le difficoltà espressivo-elocutorie;
  • Training Induttivo (TI®) – metodo di rilassamento per fronteggiare gli stati di disagio psicofisico;
  • Self® – per il risveglio delle abilità nell’autonomia e coscienza di sé;
  • Bon Geste® – per favorire abilità grafo-gestuali;
  • Musicopedadogia®, per la facilitazione delle modalità interattive;
  • InterArt®per lo sviluppo della creatività;
  • MemoryPowerImprovement® (MPI®), per lo sviluppo dell’attentività e della mnesi.

Metodi dialogici corporei volti a favorire sia l’abbattimento degli stati tensionali, sia la conoscenza e coscienza topografico-corporea:

 

I METODI NEL DETTAGLIO

EDUMOVEMENT

Il metodo nasce dall’interazione della scienza pedagogico clinica con le scienze psicomotorie, una sinergia fra movimento educativo e Pedagogia Clinica. Si distingue dalla classica tecnica psicomotoria ad orientamento neurologico, psicologico e psicoanalitico, e si indirizza verso un movimento educativo orientato nella sua totalità per portare la persona a riconoscere il proprio corpo, sentirsi parte integrante di esso e vivere appieno le sensazioni e gli stimoli che esso ci invia. Le esperienze attraverso questo metodo concorrono a facilitare una presa di coscienza di sé, e alla formazione e sviluppo del proprio schema corporeo grazie all’azione motoria e la percezione spazio- temporale. La conoscenza del proprio corpo permette di avere padronanza dei comportamenti legati al dialogo tonico, al gioco espressivo e comunicativo che sono alla base delle contrazioni e decontrazioni muscolari, del linguaggio e dell’espressione dell’affettività. Promuovere e raggiungere la padronanza delle reazioni tonico-emozionali porterà di conseguenza a un comportamento più equilibrato. Lo sviluppo di ogni soggetto attraverso l’evoluzione delle potenzialità individuali anche sul piano dell’apprendimento, ciò permetterà di perseguire, raggiungere, sviluppare tutte le personali capacità psico-fisiche e relazionali. Grazie a quest’attività ci rivolgiamo alla persona, alla sua autonomia, al suo autentico sviluppo che scaturisce da ciò che la persona origina in se e non solo come derivazione dall’influenza dell’ambiente.

Pesci, G. (2° Ed. 2007). Edumovement. Firenze: Edizioni Scientifiche ISFAR

 

WRITING CODEX

E’ un metodo per i soggetti che presentano delle difficoltà di codifica scrittoria. Questo metodo è rivolto a far acquisire al soggetto una buona presa di coscienza del sé corporeo nella sua completezza, considerando la parte superiore, inferiore anteriore e posteriore del corpo. Per la realizzazione del metodo è stato preso in considerazione l’aplomb, la cinestesica, il punto, la linea, i semicerchi, il punto egoico, un sottofondo musicale e la graduale presentazione delle fasi di apprendimento di scritture. Un corretto aplomb permette di vincere disarmonie, impacci, inadeguatezze nella distribuzione del proprio corpo, fino a giungere ad un aggiustamento ed un riequilibramento tonico. Dall’aplomb le esperienze motorie che si richiedono fanno prendere coscienza all’individuo della propria cinestesia; si tratta di un movimento sentito, un percepire lo spazio nel quale egli vibra, fluttua, si avvicina e si allontana, si solleva. Una volta che la persona ha raggiunto la piena coscienza della completezza, anteriore e posteriore del corpo, viene aiutata a scoprirsi nella quiete statica come un punto (nella scrittura = silenzio) che, nel rendersi dinamico, diventa linea geometrica nello spazio. All’esperienza sulla propria assialità in rotazione e sulla percezione del tempo, segue la Coreografia Fonetica, che prevede costruzioni simbolico-alfabetiche, forme testimoni del proprio corpo, le quali vengono percepite prima in un campo vuoto e poi rappresentate su lavagna concava. Il metodo prevede l’utilizzo di luci, colori e suoni come validi ausili per sviluppare l’attenzione, l’abilità oculo-motoria, la struttura ritmica e spazio-temporale, le immagini uditive e visive.

A./G. Pesci, Scrittura “Strategie di Intervento” Edizioni Scientifiche Isfar Firenze 2014

 

PRISMOGRAPH

Il metodo è rivolto al soggetto disgrafico ed intende prevenire insufficienze e difficoltà nel controllo del gesto grafico, a rinforzare ogni capacità di rappresentazione fino a sostenere la persona nell’acquisizione di un sapere polisegnico. Il Prismograph propone un’azione educativa flessibile, contrassegnata da una stimolazione delle potenzialità del soggetto proponendo esperienze di: – organizzazione dello spazio; – organizzazione del tempo; – sviluppo della dinamica respiratoria; – voce cantata. Le suindicate esperienze preparano il soggetto alla conquista di una giusta postura del corpo in stazione verticale, ossia essere in aplomb; questa posizione permette al soggetto di sentirsi sicuro di sé ed in equilibrio. Grazie all’aplomb è possibile rintracciare il Punto Egoico, ossia quel punto su cui converge l’occhio quando le braccia sono allungate in avanti, e gli indici uniti proiettati sul punto in cui si incrociano la linea assiale e la linea orizzontale del corpo rappresentata dallo spostamento laterale orizzontale delle braccia; dal Punto Egoico passano tutti i lanci che le braccia possono compiere nello spazio dinanzi a loro, tutte le linee orizzontali, verticali, oblique e curve identiche lasciate dalla mano destra e dalla mano sinistra (singolarmente o simultaneamente) a cui si è dato il nome di Codici Gestuali Corporei. Nel Prismograph questo codice viene recuperato e sviluppato con l’intento di favorire un’evoluzione grafo-segnica che parta da strutture esistenti nell’individuo; così facendo il corpo libera un notevole numero di movimenti, realizzati con atti coordinati o dissociati dei singoli settori e ne regola ogni gesto nel tempo e spazio; gesti armoniosi, scattanti, aggressivi, ritmici si esprimono come parole dal contenuto personale. Sarà, poi, possibile orientare la persona a sentire, vivere, partecipare il proprio corpo e spingerla ad osservare il mondo circostante (le forme, il movimento, i piani delle cose) per riprodurlo in immagini grafiche anche con l’ausilio del tono della voce. Successivamente si richiederà la riproduzione grafica di modelli ed immagini proposte per mezzo di diapositive. Le immagini possono raffigurare delle dislocazioni nello spazio di uno o più soggetti, rappresentare diverse posizioni assunte in orientamento nello spazio e diverse figure geometriche; immagini che il soggetto è chiamato a riprodurre dapprima collocandosi nello spazio disegnato sul terreno, per poi raffigurarle su pareti attrezzate e quindi esprimerle nel ristretto spazio del foglio.

Pesci, G. e Mani, M. (2001). Prismograph. Roma: Magi

 

EDUCROMO

L’Educromo è un metodo che aiuta a vincere le difficoltà di lettura. Si tratta di un originale metodo che ben enuclea i complessi processi implicati nell’atto del leggere, le cause delle difficoltà di lettura e le possibili manifestazioni comportamentali ed indica le opportunità di recupero delle abilità e della disponibilità alla decodifica-scrittoria armonizzandone lo sviluppo personale e sociale. Il metodo prevede varie esperienze psico-emozionali che mirano a sviluppare il movimento ed i vissuti propriocettivi, le modalità di costruzione e definizione degli spazi di relazione, il dinamismo respiratorio, la costruzione ritmica, l’esecuzione delle forme spaziali. Il riequilibrio psico-emozionale è costruito su di un concetto dinamico, un vissuto ludico di sollecitazioni esperienziali che coinvolgono i suoni , il linguaggio, la cromaticità ed ogni comunicazione non verbale. L’Educromo si basa su un progetto educativo teso a far giocare il corpo al fine di soddisfare il bisogno primario di esprimersi e punta altresì alla scoperta o riscoperta di un linguaggio caratterizzato da esperienze produttrici di nuove abilità e disponibilità. Un percorso che permette di accedere alle esperienze di esplorazione e di relazione. Le prime comprendono una serie di opportunità inseguite e raggiunte in piena libertà con lo scopo di consentire al soggetto di entrare in contatto con il proprio corpo ed esprimere con esso tensioni, bisogni e desideri (esperienze autocentrate). Alle esperienze di esplorazione seguono quelle di relazione che permettono al soggetto di percepirsi e percepire; queste esperienze si basano sull’impiego della musica, del canto, dei mezzi espressivocorporei, della danza, del mimo, della drammatizzazione; a queste si aggiungono quelle relative alla Lettura Posturale che permette di affinare le conoscenze della propria struttura corporea, topologica e segmentaria in relazione all’asse fino a giungere ad una determinata immagine di sé. Infine la lettura cromatica serve a catturare l’attenzione del soggetto, a conoscere, a discriminare le figurazioni segnico-alfabetiche, organizzate con diversi orientamenti nello spazio e differenti percorsi geometrici, capaci di destare simpatia e sentimenti di piacere, un testo cromatico che con gradualità viene sostituito da uno acromatico su supporto cartaceo

  1. Pesci, S. De Alberti “Educromo”, Ed. Magi, 1998

 

 

EUCALCULIA

E’ un metodo per i soggetti che presentano delle difficoltà ad apprendere la matematica. Per aiutare la persona occorre andare oltre le circoscritte funzioni numeriche, i meccanismi delle operazioni o il sapere fare i conti; non basta insistere con spiegazioni ed esercitazioni ripetute dal sapore prettamente didattico. L’intervento di aiuto non può quindi limitarsi a: – esercizi stimolatorio-sensoriali; – esercizi per favorire la percezione dello spazio euclideo; – esercizi per stimolare le percezioni di grandezza in ordine crescente e decrescente; – esercizi su base temporo-spaziale; – esercizi di numerazione progressiva e regressiva; – esercizi sui rapporti tra gruppi quantitativi: composizioni e scomposizioni di quantità e struttura delle diverse grandezze quantitative; – esercizi di calcolo con oggetti concreti, con realtà figurate, con simboli e numeri. Questi esercizi sono in grado di fronteggiare il deficit, ma non di offrire un valido e globale aiuto alla persona; il disagio di una persona che non riesce bene in matematica non è da imputare esclusivamente alle disarmonie cognitive; queste ultime infatti possono essere legate all’angoscia depressiva, al disadattamento o alla situazione nevrotizzante scolastica, perciò si può incidere solo mediante interventi di aiuto che tengano conto delle esigenze affettive, che siano inseriti in una struttura-base di relazioni. Il metodo dell’Eucalculia contempla la diversità di ciascun soggetto; c’è chi ricorda meglio le cose viste, chi apprende maggiormente se ascolta o se discute, chi toccando e provando, chi necessita di particolari scambi simpatetici. L’Eucalculia alimenta i diversi canali informativi ed organizzativi con una vasta gamma di sollecitazioni di vissuti esperienziali corporei ed emotivo-affettivi adatti a garantire l’elaborazione ed il consolidamento delle conoscenze facendo uso dell’attrazione, del piacere, della curiosità, dell’entusiasmo, indispensabili per fronteggiare le difficoltà di apprendimento logico-matematico.

  1. Pesci, “Percorso clinico”, Ed. Magi, 2004, Roma

 

RITMO-FONICO

Il metodo si propone come ausilio per la persona che ha difficoltà di linguaggio. Alla base delle alterazioni del linguaggio si trovano disarmonie ritmiche e ritmo respiratorio le quali mettono in condizione di esprimersi in modo confuso, talvolta con omissioni o inversioni  nell’ordine delle sillabe e delle parole, ostacolando così la formazione delle parole e la pronuncia degli stessi fonemi. Il metodo Ritmo-Fonico è stato strutturato partendo dal presupposto che il ritmo armonizzato in un contesto musicale ha un efficace ruolo anche sul piano emotivo-affettivo, sollecita l’imitazione e quindi l’attenzione volontaria, la motivazione e la memoria. Esso si basa su canzoni brevi con ripetizione sillabica di tutti i suoni dell’alfabeto, supportate da musiche moderne a cui fanno seguito canzoni più complesse per aiutare il soggetto a rintracciare il fonema nel contesto della parola. Il metodo promuove esperienze di respirazione, ritmiche, fonetiche e tonematiche, accompagnate dalla musica, drammatizzazioni, immagini mentali e vissuti distensivi. Il metodo Ritmo-Fonico evita impostazioni fonetiche e permette di favorire, in uno stato di piacere, il recupero delle difficoltà espressivo-elocutorie.

Bonistalli, E., Pesci, A. e Vanni Tiezzi, M. (1968). Fonemi: Metodo Ritmo Fonico per la correzione del linguaggio. Bologna: Calderini

 

TRAINING INDUTTIVO

Il Training Induttivo (TI) è un metodo di rilassamento capace di fronteggiare lo stress, la tensione, l’ansia e i loro prodotti, cioè gli stati di disagio psicofisico, e di muoversi positivamente verso gli obiettivi desiderati. Esso è rivolto a mobilizzare con la parola la funzione immaginativa di simbolizzazione e ogni altra risorsa, offrendo alla persona la possibilità di pensare il proprio corpo e ripercorrerlo esplorando le fluttuazioni del tono muscolare fino a “leggerne” le difese e le resistenze, aprirlo a nuovi canali di comunicazione. Si tratta di un intervento che offre una risposta multipla poiché predispone ad andare oltre il disagio fino a modificare positivamente le abitudini, le regole di vita e il comportamento. Un vissuto generato da un intervento integrale che dalle modificazioni dell’Io promuove e si spinge a sviluppare un sistema di espansione del Sé.

Pesci G. (2° Ed. 2004), Training Induttivo, Firenze: Edizioni Scientifiche Isfar

 

SELF

Il metodo Self prevede interventi per risolvere difficoltà nel controllo sfinterico, nella cura di sé, nell’alimentazione, nel sonno e nell’autonomia sia nella propria abitazione che all’esterno in modo da sviluppare la crescita psicologica, aiutarlo a vincere ogni sensazione di paura ed di impotenza. Per contrastare un disturbo enuretico per esempio, saranno necessari degli incontri con i genitori in cui verranno sollecitate riflessioni sulle necessità igieniche, sui ritmi, sugli interventi di sostegno – approvazione, sull’opportunità di offrire stimoli socio-affettivi idonei a regolare e rafforzare la disponibilità al rapporto con il loro figlio. La persona con difficoltà nell’autonomia e coscienza di sé, trova con il metodo Self importanti risposte strutturate su tecniche rivolte alla riconquista del dinamismo corporeo, del risveglio psicoemozionale-affettivo, dello sviluppo dell’organizzazione ritmico-respiratorio-cinestetica, della percezione temporale e dei rispetti sequenziali, di vissuti organizzativo-corporei ed appercettivocomunicazionali mediante stimolazioni tattili. Altre opportunità vengono offerte dalle attività di drammatizzazione o dalla “danza movimento”; sarà possibile stimolare esperienze con il “sand-bag” o la tecnica di St. John, modalità d’intervento che richiamano l’attenzione del soggetto su ogni settore corporeo, favoriscono l’abbattimento delle tensioni e gli danno la possibilità di “parteciparsi” in maniera più liberatoria e costruttiva.

  1. Pesci, “Percorso clinico”, Ed. Magi, 2004, Roma

 

BON GESTE

E’ un metodo che può favorire quelle persone che presentano scarse abilità all’apprendimento nonché alterazioni comportamentali. Chiunque sia frenato, inibito, limitato nell’attenzione, nella faticabilità, insufficiente nei processi mnestici, incerto nella discriminazione, nell’esplorazione, nell’inseguimento ed abbia una immagine approssimativa del proprio schema corporeo. Questo metodo si propone di educare al ritmo ed al gesto avvalendosi dell’ascolto musicale attivo. Questo permetterà al soggetto di acquisire una capacità gestuale organizzata su ritmi resi visibili dalle tracce che il corpo lascia, inizialmente in campo vuoto e poi su una parete attrezzata, su cui vengono graficamente rappresentati, il carattere dinamico oltre a quello espressivo-emozionale. Il soggetto ha la possibilità di sviluppare la conoscenza dei segmenti corporei, del loro stato di tensione, di equilibrio, sia in condizioni statiche che dinamiche e quindi un’esplorazione degli impulsi, delle accelerazioni e dei frenaggi.

Mani, M. e Pesci, G. (2° Ed. 2005). Bon Geste: rappresentazione grafica dell’espressività gestuale. Firenze: Edizioni Scientifiche ISFAR

 

MUSICOPEDAGOGIA

E’ un metodo che offre un’opportunità esperienziale idonea al potenziamento delle capacità comunicative ed interazionali; è una modalità di approccio sensoriale-percettivo che utilizza l’elemento sonoro, ritmico, spazio-temporale, vibratorio per intervenire in aiuto alla persona; una comunicazione non verbale che assicura uno scambio dialettico capace di garantire ampi risvegli e nuove potenzialità. Nella prassi d’intervento musicopedagogico, di fatto, non viene posto alcun accento in merito alle abilità esecutive musicali o all’acquisizione delle stesse; le proposte musicopedagogiche, quindi, non perseguono un’attenzione ad obiettivi specifici connotati in senso curricolare, con il rischio di porre in secondo piano la persona nella sua percezione globale; la musicopedagogia cerca piuttosto di tenere viva la propria attenzione sulla consapevolezza dell’agire nel “qui ed ora”, la dimensione dell’esserci attraverso attività, esperienze sonoro musicali e modalità espressive. Questo determina l’impossibilità di insuccessi, fallimenti, errori e percezioni di inadeguatezza; in senso complementare ciò evidenzia un ambiente espressivo, educativo e relazionale in cui la persona trova i mezzi, i modi ed il contesto per attuare positivamente le proprie esperienze creative ed espressive, confrontandosi con proposte che non mettono in difficoltà, ma anzi, consentono una valorizzazione delle risorse di ognuno. Mentre in musicoterapia l’uso del suono e della musica è finalizzato ad un intervento curativo, ad affrontare specifiche problematiche e disagi inerenti situazioni che derivano da patologie specifiche o come conseguenza di eventi traumatici (terapia che opera nel passato del paziente), la musicopedagogia pone l’attenzione sull’hic et nuc. La Musicopedagogia può prevedere l’utilizzo diretto di strumenti musicali ed in questo caso viene favorita un’esperienza di liberazione dalle inibizioni permettendo di vincere stati ansiogeni e di avvicinarsi all’altro. La Musicopedagogia può inoltre prevedere l’ascolto di musica favorendo il contatto con il mondo emotivo – affettivo, attenuando l’aggressività e favorendo il ripristino di equilibri tonico-muscolari.

G.Pesci, “Percorso clinico”, Ed. Isfar, Firenze, 2004; M. Carboni, “Musicopedagogia”, Ed.

 

INTER-ART
L’Inter-Art è un metodo finalizzato all’utilizzo dell’arte come interazione per incoraggiare l’equilibrio della personalità. Esso consta di esperienze che permettono all’individuo di rispecchiare e amplificare i messaggi che da lui stesso provengono, favorendo in tal modo la scoperta e la riscoperta di sé. Egli scopre il proprio vissuto, percepisce sensazioni che spesso cerca di celare a se stesso e le trasmette, sviluppando così la propria creatività. Si tratta di una comunicazione con il proprio mondo interiore, di un portar fuori, un andare dall’inconscio al conscio per meglio inscriversi in una relazione con gli altri.

Pesci A (4° Ed. 2005), Il metodo InterArt Firenze: Edizioni Scientifiche Isfar

 

MEMORY POWER IMPROVEMENT (PMI)

E’ un metodo studiato per aiutare le persone con problemi mnestici prevedendo un intervento che sfrutti l’abilità e la potenzialità del soggetto, favorisca una positiva immagine di sé, che la guidi all’accettazione del proprio corpo e di conseguenza ad ottenere modificazioni nell’atteggiamento. L’intervento prevede, quindi, esperienze di organizzazione ritmo-respiratorio-cinetica, alla coscienza segmentaria, all’immagine corporea ed alle tante esperienze senso-percettive. Inoltre, poiché il nostro cervello si attiva e memorizza più intensamente le esperienze che producono variazioni improvvise, inattese e contrastanti tali da rompere un precedente equilibrio emozionale si mobiliterà l’attenzione della persona con sollecitazioni in grado di eccitare la sua curiosità ed il suo interesse con paradossi e silenzi; inoltre viene utilizzato anche l’umorismo, idoneo com’è a sottrarre la persona dalle tensioni emotive, l’arte poetica, le immagini mentali ed il pensare per immagini.

  1. Pesci- M. Fiore. Mnesi e Invecchiamento. Ed. Magi 2013

 

DISCOVER PROJECT

E’ un metodo di esplorazione corporea che intende far riconquistare all’individuo, attraverso il corpo, un benessere psico-fisico capace di indurre un nuovo equilibrio e rinnovate capacità relazionali. Il metodo propone esperienze di contrazioni e decontrazioni muscolari e di un equilibrato dinamismo respiratorio. L’azione contrattiva e decontrattiva muscolare si sviluppa, con il soggetto in decubito dorsale, nei momenti di: – mobilizzazione di un segmento corporeo; – frenaggio da parte dell’operatore; – resistenza del soggetto contro il frenaggio; – abbandono della presa da parte dell’operatore e conseguente rilasciamento del segmento corporeo da parte del soggetto. Nel momento della resistenza, il soggetto contrae fortemente i muscoli coinvolti nell’atto; il rilasciamento improvviso permette un marcato e profondo vissuto degli effetti distensivi. Ne deriva che ogni movimento contrattivo e decontrattivo muscolare, originato in ogni settore corporeo, favorisce un’esperienza che, gradualmente, permette di raccogliere un abbattimento delle tensioni muscolari e psichiche e raccogliere il “giusto tono”; è un’opportunità per riequilibrare condizioni di ipertonia o ipotonia. Il trattamento distensivo basato sulla contrazione e decontrazione muscolare allena l’individuo alla sensibilità degli stimoli estero e propriocettivi, ossia alle percezioni che arrivano dall’esterno della persona e quelle relative al proprio corpo; queste ultime mettono in moto un’altra forma di attenzione particolare che prende il nome di funzione di interiorizzazione, che consente al soggetto di percepire le informazioni sul proprio corpo mediate dai sensi. Come suindicato, l’altro elemento che riveste notevole importanza è la respirazione; le disarmonie del dinamismo respiratorio sono spesso legate anche a difficoltà negli apprendimenti, nell’autonomia, nella relazione con gli altri; il disequilibrio respiratorio può documentare la disarmonia del gesto, la scarsa scioltezza ed abilità nell’espressione cinetica, a cui sono legati sentimento ed emozione. La presa di coscienza dell’onda respiratoria si potrà realizzare quando il soggetto sarà posto in stato di distensione, momento in cui può vivere meglio ogni moto del proprio corpo; si pone il soggetto in condizioni di conoscersi quale strumento ritmico, attraverso un modo di sentire che passa per le vie propriocettive; l’affinamento di queste abilità si ottiene nel vivere ad un tempo il contrasto fra il moto respiratorio regolare e l’assenza di moto (apnea). Il Discover Project induce alla presa di coscienza di sé per mezzo di vissuti che alimentano positivamente i caratteri riflessivi e psicoemozionali specie nei momenti in cui le si offre l’opportunità di: – assumere una postura di decubito dorsale, individuare ogni punto in appoggio al suolo e ricomporre il proprio schema corporeo: – sentire nello spazio il proprio asse corporeo e definire ogni afferente della specificazione laterale; – vivere i dinamismi di inspirazione / espirazione – sentire gli stimoli distensivi su base tonico-muscolare e tattile-cutanea ed i conseguenti segnali di fiducia. Il metodo si avvale anche di inviti verbo-tonematici da parte del pedagogista clinico; che possono trasmettere al soggetto sensazioni di calma , tranquillità emotiva, forza e sicurezza. L’aiuto che può derivare dal Discover Project alla persona è un’abilità a relazionarsi, a trovare in sé la disponibilità nella costruzione simpatetica con l’altro.

Pesci, G. e Mani, M. (n. Ed 2008).Metodi e tecniche dialogico corporee. Firenze: Edizioni Scientifiche ISFAR

 

TOUCH BALL

Con il metodo Touch Ball l’individuo sperimenta la propria corporeità, ossia sente, percepisce, conosce e vive il proprio corpo con l’ausilio di una palla monocromatica. Quest’ultimo non è più considerato come oggetto in sé, ma nelle sue relazioni con la psiche; il metodo è orientato ad offrire un aiuto alla persona affinchè riesca a riconoscere nel proprio corpo un insieme di parti fra loro integrate, in una totalità che le appartiene. Il metodo Touch ball si propone di liberare la persona dal proprio blocco inibitorio, scioglie le tensioni, libera le energie, mitiga la tensione, la stanchezza; inoltre incide favorevolmente sulla respirazione, sul ritmo cardiaco, sulla circolazione; incide su una maggiore disponibilità all’associazione libera, al pensiero creativo per raggiungere un equilibrio psicofisico. Nel bambino come nell’adulto le stimolazioni cutanee sono essenziali per uno sviluppo armonioso del comportamento psichico. La pelle, ancor più delle parole, rassicura l’individuo, lo sradica dalla solitudine e dà una risposta ad un bisogno fisiologico fondamentale. L’assenza di stimoli tattili invece rende l’individuo incapace di esprimere le proprie emozioni, con scarsa disponibilità al dialogo, insufficiente nei gesti affettuosi, poco attento e tenero verso il proprio partner e con un rapporto difficile con il proprio corpo (fattori che possono determinare malattie psicosomatiche).

G.Pesci, S. Pesci, “Touch Ball”, Ed. Isfar, Firenze, 2004

 

TRUST SYSTEM

E’ un metodo di esplorazione corporea che permette di liberare il soggetto da ogni stratificazione sedimentaria tensionale e fargli ri-conquistare la calma psicofisica, indispensabile premessa per una presa di coscienza del proprio corpo, per una piacevole ricerca di sé ed una diversa capacità di rapporto con gli altri. Il metodo si avvale di movimenti passivi realizzati con una mobilizzazione ritmica e monotona, adatta a regolare il tono muscolare e consentire l’acquisizione di una conoscenza e coscienza di sé. Poiché la dinamica affettiva è strettamente collegata con la dinamica corporea, attraverso il dialogo tonico partecipato ed agito il soggetto può ritrovare la possibilità di esprimersi e di comunicare positivamente con il mondo circostante. In particolare il Trust System si propone: – l’abbattimento degli stati tensionali; – la scoperta del corpo proprio; – la conoscenza del sé corporeo. Questo metodo permette di: – assumere una maggior abilità interpretativa e valutativa delle senso percezioni proprio-intero ed esterocettive; – affinare la conoscenza dello schema corporeo; – assicurare un maggior controllo distributivo di sé; – godere di uno stato di calma, benessere e serenità; – ritrovare fiducia in sé stessi. I soggetti che possono beneficiare di questo metodo sono coloro che presentano: – turbe psicosomatiche (cefalee, insonnia, alterazione dei ritmi digestivi); – turbe psicomotorie (maldestrezza, incoordinazione); – turbe emozionali ed affettive (ansia, ipereccitabilità); – difficoltà negli apprendimenti (disgrafia, discalculia, difficoltà codificatorio e decodificatorioscrittoria); – particolari manifestazioni quali balbuzie, tic, enuresi.

Pesci, G. e Mani, M. (n. Ed. 2008). Metodi e tecniche dialogico corporee. Firenze: Edizioni Scientifiche ISFAR

 

BODYWORK
Il Metodo BodyWork è un metodo che per mezzo della tattilità garantisce disponibilità e piacere ad abitare positivamente il proprio corpo fino a renderlo dialogante, disponibile allo scambio. Preziosi effleurages, parole tattili che sollecitano sensazioni efficaci, forme di comunicazione non verbale importanti e piacevoli, idonee a placare le tensioni, capaci di sostentare la conoscenza di sé e mantenere vivo l’equilibrio delle emozioni, rendere più disponibili e sereni. Le stimolazioni tattili assai bene riescono a far dialogare l’uomo con il proprio corpo biologico – corpo oggetto – ma anche quello psicologico – corpo soggetto -fargli avere coscienza di essere un corpo e di vivere e comunicare con esso. Una relazione che si realizza attraverso il corpo, strumento di un’esperienza soggettiva con la quale l’individuo costituisce e struttura il senso stesso della sua esistenza nel mondo.

Pesci, G. e Mani, M. (n. Ed. 2008). Metodi e tecniche dialogico corporee. Firenze: Edizioni Scientifiche

 

PSICOCIBERNETICA

L’educazione PsicoCibernetica basa i suoi principi sulla telologia, ossia sul comportamento tendente a raggiungere un determinato scopo. Con questa tecnica si aiuta il soggetto a costruire una migliore immagine dell’Io, arricchire il ritratto mentale di se stessa e ricreare un equilibrio psico-emozionaleaffettivo. Per raggiungere un’immagine positiva dell’io ed una nuova fiducia vengono utilizzate frasi descrittive che sono di rinforzo e capaci di indirizzare verso il successo. Questo orientamento per una diversa immagine dell’Io deve avvenire per mezzo di affermazioni che testimoniano il coraggio, la volontà, la stima, la fiducia in sé stesso, matrici di una nuova sicurezza e di diversa determinazione. Alle affermazioni-dichiarazioni di sé (es.: io sono capace di superare ogni ostacolo) che hanno l’opportunità di lasciare impressione nell’individuo in ragione del fatto che il SNC non può stabilire la differenza fra un’esperienza realizzata realmente ed una immaginata intensamente, è stato aggiunto un supporto espressivo cinestetico e tonematico. Tali sollecitazioni immaginativo fantasmatiche, si fondano sul presupposto secondo cui l’inconscio non sa distinguere tra realtà e fantasia. Le frasi sono strutturate tenendo conto del valore espressivo dei simboli; le proposizioni sono divenute per es.: “io raggiungerò la cima della montagna” oppure “sono forte come la quercia”. Le proposizioni vengono pronunciate con tonalità diverse ed accompagnate da una scansione ritmica. Le risorse di questa tecnica sono dunque i simboli in ancoraggio affermativo, il ritmo, la tonematica ed il dinamismo respiratorio.

Pesci, G. e Mani, M. (2° Ed. 2006).CyberClinica®: affermazioni positive per l’autosviluppo. Firenze: Edizioni Scientifiche ISFAR

 

PSICOFIABE  
Le PsicoFiabe, servendosi delle imagos, ci introducono nel mondo simbolico e ci indirizzano a qualcosa di profondo e di geneticamente precoce; incoraggiare la fantasia immaginativa significa perciò offrire all’individuo l’opportunità di affrontare la realtà interiore, muovere verso il superamento dei suoi disagi e facilitare l’affermazione progressiva della sua personalità. Le PsicoFiabe, metafora e allegoria della vita, si propongono oggetto intermediario per introdurre il bambino nel proprio mondo simbolico, avvicinarlo in chiave simbolica ai propri conflitti e percorrere i paesaggi interiori, divenendo mezzo induttore e catalizzatore di cambiamenti, espansioni e trasformazioni. Sollecitazioni archetipiche che suggeriscono e un percorso verso un obiettivo per il quale occorre fare qualcosa di positivo, di costruttivo e di socialmente utile, garantendo perciò al soggetto di ritrovare la volontà, la determinazione e il desiderio di vivere la vita con entusiasmo, una rassicurazione sul futuro, una presa di coscienza per poter concludere felicemente ciò che sente dentro.

Pesci, G. e Mani, M. (3° Ed. 2008). Psicofiabe (CD). Firenze: Edizioni Scientifiche ISFAR