Chi è il pedagogista clinico?

Il Pedagogista Clinico é un professionista laureato in Pedagogia con specializzazione biennale post laurea.

L’abilità del Pedagogista Clinico consiste nello stabilire una relazione di aiuto attraverso la quale la persona trovi nuovi equilibri per poter superare i propri disagi. Per questo attua un programma che non è standardizzato ma costruito, scelto, modellato per la persona che ha di fronte, avvalendosi di tecniche e metodi esclusivi.

La professione di Pedagogista comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione – riabilitazione e di sostegno in ambito pedagogico ed educativo rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alla comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione ricerca e didattica in tale ambito.

Può definirsi Pedagogista solo chi:

  • ha conseguito la laurea in Pedagogia;
  • ha conseguito la laurea in Scienze dell’Educazione v.o.;
  • ha conseguito la laurea specialistica classi 56 – 65 – 87;
  • ha conseguito la laurea magistrale classi 50 – 57 – 85 – 93.

I pedagogisti svolgono le seguenti funzioni professionali nei seguenti ambiti:

  1. socio-sanitario;
  2. scolastico;
  3. formazione, reclutamento, orientamento delle risorse umane;
  4. giuridico (Pedagogia giuridica: affido, adozione, mediazione, consulenza giudiziaria, CTU, ecc.);
  5. sportivo;
  6. ricreativo, tempo libero, culturale;
  7. servizi all’infanzia;
  8. servizi alla terza età;
  9. editoriali;
  10. enti locali;
  11. libero professionale;

In particolare, in ambito sanitario, il pedagogista espleta le seguenti funzioni:

  1. diagnosi pedagogica, trattamento e sostegno ai disturbi dello sviluppo;
  2. diagnosi pedagogica, trattamento e sostegno ai disturbi dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia, ecc.);
  3. diagnosi pedagogica, trattamento e sostegno alle condizioni di disagio, marginalità, devianza, dipendenza, ecc.;
  4. diagnosi funzionale, trattamento e sostegno a patologie di tipo psichico/mentale;
  5. diagnosi pedagogica, trattamento e sostegno ai disturbi del linguaggio (afasia, disfasia, disturbi altri);
  6. diagnosi pedagogica, trattamento e sostegno ai disturbi della motricità e della sensorialità (disprassie, dislateralità)
  7. ritardi psicomotori e motori, ecc.;
  8. diagnosi funzionale, trattamento e sostegno nei casi di disabilitàe/o handicap, riabilitazione, terapie
  9. riabilitative, ecc.
  10. mediazione familiare e scolastica in presenza di disabilità ed handicap;
  11. monitoraggio lavorativo in presenza di disabilità ed handicap;
  12. ecc.

Si rappresenta che l’operatore specialista in ambito pedagogico partecipa in modo significativo alla redazione della diagnosi funzionale, alla progettazione di interventi ed all’azione diretta di aiuti, educazione, terapia, coordinamento e sostegno nei modi e nelle arti scientificamente accreditati.

Del resto, la professione del Pedagogista è stata censita dal CNEL nell’Area socio-sanitaria già nel 1994.

Chiunque non possegga i titoli accademici su menzionati e si definisce pubblicamente, anche attraverso mezzi pubblicitari, “pedagogista” compie un reato ed è pertanto perseguibile dalla legge per abuso di titolo accademico e per pubblicità ingannevole.

Per chi richieda interventi pedagogici ed educativi è fondamentale affidarsi ad un professionista iscritto ad un’ Associazione Professionale e certificato dalla stessa in quanto in forza a tale iscrizione è soggetto all’osservanza di un preciso Codice Deontologico a possedere un’assicurazione sulla responsabilità civile e all’aggiornamento professionale permanente, il tutto a garanzia dell’utente e della correttezza professionale della prestazione.

Nello stesso ambito sanitario, il Pedagogista è equiparato allo Psicologo, come da Sentenza del Consiglio di Stato che si trascrive:

Consiglio di Stato sez. V, 13 luglio 1994, n. 763. Le posizioni funzionali di pedagogista, psicopedagogista e simili, sono equiparate al profilo professionale dello psicologo di cui all’ert. 2 del D.P.R. 20 dicembre 1979 n. 761 ove i dipendenti che le rivestono siano in possesso del diploma di laurea. In tal caso, pertanto, l’inquadramento nei nominativi del personale non di ruolo deve essere effettuato ex art. 3 Legge 20 maggio 1985 n. 207 nel profilo professionale di psicologo collaboratore.

In Italia il “pedagogista clinico” è un professionista regolamentato dalla Legge 14.01.2013 n° 4. Spesso ha seguito dei corsi privati in seguito alla laurea magistrale in pedagogia, o equipollenti.

Il pedagogista clinico stimola la persona ad avvertire in sé autonomamente le contraddizioni, la consapevolezza delle motivazioni che determinano le scelte, a maturare , raggiungere nuovi equilibri, innalzare l’edificio della propria personalità e promuovere lo sviluppo di abilità. Non ci sono esercizi, precetti, ricette preconfezionate.

Partendo dalla comprensione del disagio il pedagogista clinico lavora sulle POTENZIALITÀ di ognuno. Il metodo di lavoro è fatto di molte e varie tecniche attive e partecipative, nella convinzione che l’empatia possa essere un aiuto allo star bene del soggetto. La persona che si sente capita, rispettata e amata cammina più speditamente verso la soluzione delle proprie difficoltà e la propria realizzazione personale e sociale. Non sottovalutiamo l’importanza di partire dalle risorse della persona. Spesso gli interventi riabilitativi muovono da disagio. Insistono sulla difficoltà. La pedagogia clinica ci insegna a promuovere dapprima l’autostima, il senso del piacere, del “fare”, con-tatto. Se non c’è una buona motivazione, se la persona non si sente valorizzata, come pensiamo di poter intervenire nel suo disagio e nella sua difficoltà?

Tutto concorre a promuovere questo stato di benessere, anche l’ambiente circostante.

Ben curato, caldo e accogliente, con tappeti, cuscini, essenze profumate, musiche gradevoli alla persona, personalizzato in ogni sua forma. Non c’è nulla di medicalizzato nello studio del pedagogista clinico che possa richiamare “il dolore”, “la malattia”, “il disagio”. Si tratta invece di un luogo di incontro, il luogo del benessere.

QUAL’E’ LA DIFFERENZA TRA PEDAGOGISTA CLINICO E PSICOLOGO e LOGOPEDISTA?

Le professionalità hanno iter di studio differenti e possono scegliere ambiti differenti d’intervento.

La cosa che accomuna i tre professionisti è il lavoro con la persona, alla ricerca di un suo benessere ed equilibrio. Per questo motivo possono collaborare attivamente per creare un intervento che sostengo diverse aree ed aspetti della vita di una persona.

Il Pedagogista Clinico lavora soprattutto attraverso tecniche e metodologie pratiche, rendendo così la persona protagonista del proprio cambiamento; si parte dalla situazione qui ed ora; vengono offerte strategie di intervento immediate e sperimentabili anche durante le proprie giornate.

Gli aspetti maggiormente coinvolti nel percorso pedagogista clinico sono le emozioni e la motivazione personale, motori del cambiamento. Si cerca inoltre il coinvolgimento attivo delle persone che circondano il singolo, come i familiari ed i docenti, per creare un lavoro sinergico.

Non occorre al Pedagogista Clinico la definizione di una diagnosi psicologica o logopedica per iniziare il percorso, ma quest’ultimo inizia già dal primo incontro di conoscenza, senza necessità di definire o “etichettare” una persona, dando un nome alle sue difficoltà. Si lavora soprattutto sulle potenzialità, utili fonti per compensare incertezze e problematiche sorte nella quotidianità.