Pedagogia Clinica

La pedagogia clinica nasce agli inizi degli anni 70 a Firenze da un gruppo di Ortopedagogisti che sentivano la necessità di rinnovare i metodi fino ad allora utilizzati. Ad oggi la pratica viene attuata in tutta Europa e in molti altri paesi del Mondo.

Il termine “clinico” conserva l’originario significato di cura (inglese to care –prendersi cura), opposto all’attività clinica propria delle modalità sanitarie orientate all’esame, cura e studio del malato o della malattia che tende a frantumare l’individuo sezionandolo e si riferisce per tanto ad un “atto di studio, analisi, progettazione e intervento portato in modo ravvicinato e diretto alla singolare individualità delle persone, dei gruppi o delle situazioni.”

Le competenze del pedagogista clinico si rivolgono a soggetti di ogni età già a partire dalla gravidanza, in un rapporto duale o di gruppo.

La Verifica delle Potenzialità, Abilità e Disponibilità (PAD) in pedagogia clinica è una modalità di conoscenza dell’altro che si riferisce all’individuazione delle aree di “educabilità” della persona. Si attua secondo un’ottica di conoscenza globale e non di definizione classificatoria e né identificazione del deficit o del disagio.

L’intervento pedagogico clinico, attuato per mezzo di metodi propri, ha l’obiettivo educativo di aiutare l’altro a trovare le risorse adatte per vivere in maggiore stabilità.

Il pedagogista clinico si occupa dei problemi quotidiani, di tutti i giorni, del potenziamento delle risorse, dello sviluppo sano, del benessere e dello sviluppo della persona e del suo ambiente.